La laïcité immobiliare della Duflot

Famosa anche per aver diffuso a settembre, su Twitter e con tanto di ricetta, il consiglio di cucinare il chili per rilassarsi, Cécile Duflot, trentasettenne  ministra francese della Giustizia territoriale e dell’Alloggiamento, ha ora spiegato un’altra sua ricetta, quella per dare riparo ai senzatetto durante l’inverno.  L’arcivescovado di Parigi, ha spiegato la Duflot in un’intervista sul Parisien, dovrà mettere a disposizione i suoi edifici “quasi vuoti” (qualsiasi cosa questo significhi), ed è stato già invitato a farlo con una lettera.
5 AGO 20
Immagine di La laïcité immobiliare della Duflot
Famosa anche per aver diffuso a settembre, su Twitter e con tanto di ricetta, il consiglio di cucinare il chili per rilassarsi, Cécile Duflot, trentasettenne ministra francese della Giustizia territoriale e dell’Alloggiamento, ha ora spiegato un’altra sua ricetta, quella per dare riparo ai senzatetto durante l’inverno. L’arcivescovado di Parigi, ha spiegato la Duflot in un’intervista sul Parisien, dovrà mettere a disposizione i suoi edifici “quasi vuoti” (qualsiasi cosa questo significhi), ed è stato già invitato a farlo con una lettera. Tanto per far capire chi comanda nella patria della laïcité, ha aggiunto che spera di non dover agire d’autorità (tradotto: requisendo gli edifici), anche perché confida nella “buona volontà” degli “enti morali” come certamente la chiesa è. In caso contrario, non capirebbe “perché la chiesa non condivide i nostri obiettivi di solidarietà”.
“Agghiacciante”, è stato il commento all’arcivescovado di Parigi, raccolto dal Monde di ieri. E mentre l’annunciata lettera ministeriale non risulta ancora recapitata, sta per essere messo on line il censimento di tutte le iniziative di parrocchie e associazioni, come il Secours catholique, in favore dei senzatetto (l’occasione, come è evidente, richiede un’eccezione al precetto cristiano che recita: “Non sappia la mano destra quel che fa la sinistra”). Quelle iniziative sono realtà da anni, “come le prefetture sanno, mentre Mme Duflot, a quanto pare, no”, dicono ancora all’arcivescovado. E quale sarebbe il senso di quel “quasi vuoti”? Perché allora non usare certi locali pubblici, “quasi” o del tutto vuoti? Cominciando magari dalle decine di edifici disabitati e messi in vendita dallo stato, a Parigi e dintorni, come da lista pubblicamente consultabile su Internet? Si fa anche notare che “non si può chiedere a dieci suore settantacinquenni di aprire la loro casa ai senzatetto”, e fin qui dovrebbe soccorrere il semplice buon senso. Ma questa “ennesima pietra gettata nel giardino della chiesa”, commentano alla Conferenza episcopale francese, è più probabilmente dettata da moventi politici di bassa lega. Serve a punire l’ostilità verso il matrimonio gay manifestata dal presidente della Cef e arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois.